Un nuovo inizio.

Luca Braia

Sindaco Di Matera

Il progetto

Matera2029

Matera2029 nasce dall’esigenza di volersi impegnare direttamente per la nostra città. Dalla voglia di impegnarsi per cambiare il modus operandi di chi decide le sorti di questa città e delle vite di tutti i suoi cittadini e visitatori.

Al centro del progetto ci sono i cittadini e questa piattaforma sarà il mezzo principale per ascoltare le problematiche reali di questa città e soprattutto per ascoltarle dai diretti interessati. 

Azioni protese alla Sostenibilità Ambientale ed ispirate al carattere della Resilienza, ovvero di resistere al tempo e adattarsi alle esigenze ed alle condizioni.

I tavoli di questo tema sono:

–  Urbanistica
–  Mobilità
–  Periferie
–  Recycle
–  Decoro Urbano

Cultura, Innovazione e Futuro, sono le tre direttrici su cui impostare le politiche di sviluppo e di crescita della qualità della vita in questa nostra straordinaria città millenaria, Patrimonio Mondiale Unesco dal 1993 e capace di diventare Capitale europea della Cultura nel 2019.

I tavoli per questo tema sono:

–  Formazione
–  Sviluppo
–  Smart city

Le città sono hub di innovazione e sperimentazione di nuovi modelli collaborativi per lo sviluppo sostenibile e la progettazione di spazi urbani sempre più a misura di cittadino.  Matera dovrà sempre più imparare a parlare alle future generazioni coniugando innovazione e tecnologie che la rendano sempre più SMART, senza smarrire mai la propria identità.

i tavoli per questo tema sono:

– Politiche Sociali
– Partecipazione

Fai sentire la tua voce

Aiutaci a formulare delle proposte concrete volte a risolvere problemi reali

Alcune delle proposte giunte fino ad ora

Cosa avete proposto fin'ora

Creare un anello ferroviario che da stazione FAL Matera Sud arrivi alla stazione FS la Martella e poi si richiuda alla stazione FAL di Venusio, con percorrenza in un solo senso e frequenza dei treni di 10-15 minuti nelle ore di punta 7-9, 13-16, 18-20.

Fornire servizi di bus urbani navetta che ogni 10-15 minuti (nelle ore di punta) portino da ciascuna stazione del suddetto anello FAL a ogni strada della città così da permettere a qualunque residente (compresi i borghi Venusio e Picciano) di spostarsi da un punto all'altro della città in meno di un'ora. Connettere la stazione FS di La Martella con stazione FS di "Casal Sabini" (e fino alla realizzazione della linea, fornire bus sostitutivo FS) e di lì garantire servizio FS diretto verso principali destinazioni (Bologna, Milano) via Gioia del Colle - Bari.
Marco S.
Mobilità
In Italia il 25,5% dei giovani tra i 15 e i 34 anni rientra nella categoria dei NEET, cioè giovani che non lavorano, non studiano e non sono iscritti a percorsi di formazione. Una media altissima se comparata con quella europea, che si attesta sul 14,7%. In che modo è possibile superare questa situazione? Su quale versante è doveroso impegnarsi per trovare lavoro?

Prima di tutto, nella formazione, ma che sia svolta da professionisti seri di ogni settore e animati dalla voglia di trasmettere le proprie conoscenze; quante risorse sono state dissipate per realizzare corsi di cui non resta che un attestato senza che si sia effettivamente badato a ciò che realmente i partecipanti abbiano acquisito in termini di conoscenza della materia? Un amministrazione comunale avrebbe il dovere di intervenire, sia attraverso un sostegno economico ai partecipanti, sia ponendosi come garante della serietà dei corsi stessi .
Francesco D.
Formazione
Creare una rete a sostegno per le persone anziane, con attività ludiche e attività sanitarie.
Angela A.
politiche sociali
Pedaliamo il futuro.
Sviluppare una rete di percorsi Ciclabili dalla città di Matera ai luoghi d’interesse sia storico, culturale archeologico e turistico. Progettare un futuro sostenibile che possa attrarre non il turista incivile, ma quello attento all’ambiente, al rispetto del territorio, amante della natura. Far identificare la città come veramente luogo di aggregazione tra cultura e rispetto ambientale.
Carlo D.
Mobilità

Cos'è Matera2029?

Matera 2029 è una piattaforma reale e virtuale che nasce con lo scopo di elaborare un programma politico concreto e sostenibile, e quindi possibile, in vista delle elezioni comunali materane della primavera 2020. Il suo nome nasce da un’evidente prospettiva decennale, che prevede…

I tavoli di lavoro

Siediti a uno dei tavoli e contribuisci alla creazione delle idee

Matera Sostenibile e Resiliente

Come funziona

Potrai iscriverti ad ognuno dei tavoli e contribuire con le tue idee sin da subito.

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Urbanistica

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Decoro Urbano

Urbanistica

Mobilità

Periferie

Recycle

Decoro Urbano

Qualità della vita

Formazione

Sviluppo

Smart City

Comunità della condivisione

Politiche sociali

Partecipazione

Un progetto a 10 anni che possa far continuare a crescere Matera.

Il 2019 è stato solo l’inizio.

Matera2029: Antonio Esposito lancia petizione per riportare il Conservatorio a Palazzo Malvinni Malvezzi

Una petizione on line che in 24 ore ha avuto quasi 800 sottoscrizioni segno che c’è una comunità che chiede e condivide una istanza, perché molto sentita, e che un giovane del Conservatorio ha lanciato ed esteso. La prestigiosa sede non è oggi utilizzata e le intese tra Comune, Provincia e Regione al momento non si comprende a cosa porteranno, rispetto all’utilizzo della storica struttura.

Come movimento civico Matera 2029, pertanto, condividiamo la proposta del musicista materano Antonio Esposito, nostro esponente, di istituire la “Quarta Sezione” del Conservatorio di Musica “E.R. Duni” – Matera presso Palazzo Malvinni Malvezzi di Piazza Duomo, sostenendo la petizione che, a nome di tutti i corsisti e docenti del Conservatorio, ha lanciato, la cui raccolta firme sarà inviata al Presidente della Provincia Piero Marrese e al Sindaco Domenico Bennardi.“

Dopo aver preso atto della effettiva insufficienza di spazi che il Conservatorio da tempo lamenta per svolgere l’attività didattica e concertistica, riteniamo che destinare le stanze di Palazzo Malvezzi – prosegue Antonio Esposito – alla massima Istituzione Musicale della città e dell’intera provincia, sia un’esigenza tanto culturale quanto funzionale, specie all’indomani del recente ampliamento dell’organico, concesso dal Ministero, che aggiunge agli attuali 100 docenti altre 7 cattedre e altri 7 posti nell’ambito amministrativo e che dunque certifica la bontà di tale richiesta.

Già decenni fa l’antico palazzo ospitava proprio le classi del Conservatorio e riabilitarlo alla sua originaria funzione, oltre che per un “romantico” e suggestivo ritorno alle origini, risulta essere una necessità strutturale, organizzativa e logistica urgente. La petizione si può sottoscrivere al link https://www.change.org/p/quarta-sezione-conservatorio-e-r-duni-matera-a-palazzo-malvezzi e invitiamo tutti i cittadini e le cittadine a farlo se credono, come noi, che sia la soluzione migliore.

A nostro avviso, dare vita a una vera e propria “cerniera”, che va da Piazza del Sedile a Via Duomo, e renderla “a misura di studente” è la scelta più logica, utile e funzionale, che darebbe ulteriore linfa e prestigio all’offerta formativa di un bene comune come quello che rappresenta il Conservatorio Duni, che continua a portare il nome di Matera nel mondo e ad attirare una moltitudine di studenti sia dalle aree interne della Basilicata che dai territori fuori regione di Campania, Puglia e Calabria. Riteniamo che questo patrimonio e queste potenzialità siano da tutelare e valorizzare quale ulteriore tassello di consolidamento e rilancio identitario di Matera Capitale Europea della Cultura. Matera ha il dovere e la grande responsabilità di continuare ad attrarre flussi sempre maggiori di giovani, artisti, talenti e studenti e non di disperderli altrove.

E’ necessario che Provincia e Comune lavorino su questo in sinergia per ampliare l’accoglienza e l’offerta di alta formazione che la città può offrire, migliorando in termini di organizzazione ed efficienza. Forse non c’è occasione migliore di questa – conclude Antonio Esposito del movimento civico Matera2029 – dell’ampliamento dell’offerta del Conservatorio in atto e autorizzata a livello ministeriale, per mettere Palazzo Malvinni Malvezzi a disposizione quale luogo di arte e cultura, degli artisti e dei giovani non solo materani.

Auspichiamo che la Provincia e il Comune di Matera colgano questa opportunità che appare essere a portata di mano. Il rischio, infatti, è che dopo aver restaurato e reso agibile l’antico palazzo, recuperandone la sua identità storica e culturale, fra ritardi, esitazioni e titubanze, lo si renda impossibilitato ad offrire alla città le sue ricchezze e i suoi spazi. Si veda l’ex ospedale San Rocco, dove la Soprintendenza non è stata poi trasferita a causa di vincoli e norme, che ora è chiuso da mesi, in attesa di capire quale destinazione potrà avere.”

Rigenerazione urbana e contenitori culturali per i giovani materani. L’ex Centrale del latte poteva essere un luogo adatto.

“Stiamo ancora aspettando la promessa discontinuità col passato a Matera città. La rigenerazione urbana sembra un impegno già dimenticato. Quale sarà il destino del Cine Teatro Duni, per il cui acquisto sono stati spesi 2.5 milioni di euro di soldi pubblici, oppure che ne sarà dell’Area Barilla più volte menzionata durante la campagna elettorale? Seguiranno quanto non è accaduto per l’area del Parco della Murgia materana? Attendiamo di saperlo e, intanto, abbiamo assistito alla demolizione dell’ex centrale del latte di Serra Venerdi, luogo simbolo della nostra storia della città di Matera e primo esempio di lavorazione e trasformazione collettiva del latte dei nostri allevatori, nel disappunto della comunità non interpellata, né informata. Sorgerà in quella sede la nuova sede dell’Istituto Comprensivo “Torraca”? L’amministrazione ha fatto una concreta valutazione dell’area già di suo molto trafficata e congestionata, rispetto all’afflusso delle famiglie e del personale in entrata e in uscita, anche rispetto al nuovo progetto della scuola stessa?”

Lo rende noto il movimento civico Matera2029.

“L’ex Centrale del Latte non era a nostro avviso un relitto o rudere fatiscente da eliminare, bensì da recuperare e restaurare, bonificando l’area e magari ridandole vita, con la conformità progettuale che rappresentava quel luogo per noi materani. Era una opera di architettura moderna di valore, progettata dall’architetto-urbanista Luigi Piccinato, progettista dello stesso Rione Serra Venerdì, nonché autore del Piano Regolatore Generale della città di Matera, esempio notevole di architettura nel panorama culturale italiano ed europeo.Purtroppo a Matera appare sempre più semplice demolire e non preservare, abbattere anziché salvaguardare, cancellare per sempre invece che custodire. Pensiamo ai mulini di cui non esiste più alcuna traccia e al “parco delle cave”: da tempo si cerca inutilmente di vederle valorizzate come meritano.

Quando la politica non ha visione succede anche questo, si giustifica la perdita di memoria con il bisogno di cementificare, senza un senso, cancellando per sempre i segni della nostra identità.Non si poteva pensare di fare della Centrale del Latte un centro socio-culturale per giovani, sale studio pubbliche, accessibili, funzionanti per gli studenti e le studentesse materane, con una progettazione adeguata, una connessione a banda larga, una dotazione di computer e tablet ma anche di libri e riviste specializzate, spazi oltre che una riflessione più lungimirante sui costi di gestione anche per il futuro, considerando anche un minimo di personale da assumere e utilizzare allo scopo?

Sperimentare e far vivere un luogo della cultura, insomma, che si trova a poca distanza dal Liceo Classico, dal Liceo Scientifico e dall’Istituto Commerciale oltre che dal Palasassi, dalla piscina comunale, dal Campo Scuola di Atletica Leggera, dal Circolo Tennis, dal Parco Macamarda e tante altre aree verdi, senza dimenticare la vicinanza con la stazione centrale e il parcheggio di Via Saragat. Un luogo ideale per i giovani materani e per i tanti pendolari che restano a Matera anche il pomeriggio per impegni scolastici, universitari, di Conservatorio o per allenamenti sportivi.Giovani materani e non solo con cui, come Matera2029, abbiamo fatto diversi incontri e di cui ci facciamo portavoce rispetto a esigenze concrete per vivere al meglio la città, fra cui quella di poter avere un contenitore culturale pubblico, aperto, accessibile dove anche confrontarsi, studiare, incontrarsi, organizzare, leggere o fruire di materiali audiovideo o digitali, magari suonare, ritrovando quella dimensione sociale che aiuta a coltivare i talenti e gli interessi più variegati. Ci siamo dati un compito e continueremo a profondere il nostro impegno; continueremo a chiedere all’amministrazione comunale di osare e di dimostrare di essere anche un po’ visionaria, di ascoltare le reali esigenze dei cittadini e delle cittadine rispetto alle politiche giovanili, culturali e dello sport. Per ora nulla di nuovo sembra emergere dall’attuale amministrazione Bennardi, dalla quale ci aspettiamo molto di più dell’enfasi sulla ruota panoramica di Natale.”

TENSOSTRUTTURA E PARCO SERRA RIFUSA. FONDI A RISCHIO E AMMINISTRAZIONE IN SILENZIO

“Il professionismo sportivo deve godere di tutti i servizi, in una città che ha fatto della promozione di tutte le culture, compresa quella sportiva, la sua bandiera negli ultimi anni. Eppure ancora, ad esempio, si fa una gara di hockey A1 senza il riscaldamento nella tensostruttura di Matera in Via De i Sanniti. Con le temperature di questi giorni sarà impossibile continuare a praticare sport se questa rimane la situazione.”

Il movimento civico Matera2029 torna sulla questione Impianti sportivi della città di Matera.

“Un Comune di Matera che appare sempre fermo e indifferente – si legge nella nota di Matera2029 – a cui non importa nulla di perdere un patrimonio (sportivo, sociale, economico) come la serie A di calcio a 5 con il CMB Matera, emigrato al PalaErcole di Policoro, e che non ascolta gli appelli, le sollecitazioni, che non da seguito agli impegni presi negli incontri organizzati grazie al Consigliere Regionale Luca Braia, in Regione per trovare una soluzione al problema dell’impiantistica sportiva, cittadina, insieme alle società sportive le quali, alla presenza dell’Assessore Regionale Cupparo e del Sindaco Bennardi, sono state riunire, per arrivare alla approvazione di una delibera con la rimodulazione di 240.000 euro di fondi ITI ancora non spesi, per l’adeguamento della tensostruttura alle prescrizioni della Federazioni Sportive. 

Bennardi doveva solo concludere le pratiche burocratiche necessarie per spendere le risorse, concordando i crono-programmi degli affidamenti e dei relativi lavori (adeguamento dell’impiantistica di condizionamento, installazione di una tensostruttura sovrapposta all’esistente per scongiurare definitivamente il fenomeno della condensa in presenza di pubblico e del freddo gelido invernale ecc.). Dai primi di settembre non abbiamo visto ancora niente e le società non hanno potuto affrontare l’avvio in totale serenità dei rispettivi campionati. Sta per finire il 2021 con il CMB che ha dovuto anche salutare a malincuore la Città dei Sassi, per giocare altrove nel rispetto delle regole della federazione.

Ferma anche la questione del Parco Serra Rifusa, nessun incontro tecnico ci risulta avviato, per provare a non perdere le risorse da rendicontare e non dover restituire i 3,6 milioni di euro di fondi Pisus 2000-2006, con iter concordato sempre in Regione tra l’Assessore Cupparo, il Comune, le società sportive e il consigliere Braia. Si riconvochi, immediatamente, un tavolo sul Parco di Serra Rifusa, con urgenza. Non possiamo permetterci di restituire somme che vanno assolutamente utilizzate per la città.

Non vedrà per ora la luce il Palazzetto per il calcio a 5 (di cui già esiste il progetto esecutivo), struttura che con la riqualificazione degli spogliatoi esistenti e la sistemazione dell’area circostante, consentirebbe proprio di non perdere i 3,6 milioni di euro in parte utilizzati ma non rendicontabili perché nessuno degli impianti realizzati è funzionante.  Perché Bennardi non prova a intercettare risorse del PNRR come fanno a Potenza che ha già progetti candidabili per 12 milioni di euro? Cosa stiamo aspettando? Non basta l’esclusione di Matera dal “Bando Sport e Periferie” per la realizzazione e rigenerazione di impianti sportivi finalizzati all’attività agonistica perché i progetti cittadini sono stati bocciati e giudicati inammissibili, non conformi all’iter?

Svegliamoci dal torpore e usciamo dall’immobilismo, la città sta continuando ad accumulare cattive figure con i tifosi delle altre città. Si deve assolutamente tornare ad essere protagonisti attivi, continuando il percorso di riqualificazione degli impianti sportivi che sembra ormai paralizzato dallo stallo consiliare che si spera con la nuova Giunta possa avere ora una ripresa delle attività. 

Lo sport porta in città altro turismo, il Sindaco Bennardi deve rispondere ai continui disservizi. Giocare in un palazzetto ghiacciato per una squadra di A1 che sarebbe anche capace di dare spettacolo e lustro alla nostra città, se solo fosse messa nelle condizioni di farlo, è impensabile. Così come tutti i cittadini e le cittadine materane che hanno il diritto di fruire del Parco Serra Rifusa e dei suoi impianti e non si comprende se mai lo potranno fare.”

RITROVAMENTI A PORTA PISTOLA, MATERA. RIVEDERE SUBITO PROGETTO PAVIMENTAZIONE DEL PARCHEGGIO.

Ci chiediamo tutti con quali modalità e tempi l’Amministrazione intenda procedere agli approfondimenti archeologici, rispetto a quanto ritrovato nell’area di Porta Pistola, che dovrà costantemente essere controllata e monitorata. 

Si valorizzi il sito immediatamente, rivedendo il progetto della pavimentazione, e si predisponga sin da ora il recupero e la fruizione di questo immenso bene già scoperto e di quello che, siamo certi, ancora emergerà. Si metta tutto in sicurezza e in totale trasparenza per la cittadinanza, con un piano di manutenzione e di protezione, quanto già è stato rintracciato, si blocchino ulteriori lavori che possano mettere a rischio la parte in cui si sta scavando ancora, si proteggano gli affreschi dagli agenti esterni, il sito ha un valore immenso che Matera ha solo l’obbligo di valorizzare.

La nostra Matera dalle grandi sorprese e dagli innumerevoli tesori nascosti dal tempo e dalla storia. Dai lavori di riqualificazione della pavimentazione per il nuovo parcheggio a Piazza Porta Pistola, sono venuti alla luce ritrovamenti di straordinario valore storico e artistico. Al centro dell’area è stato rinvenuto un antico edificio sacro affrescato, probabilmente risalente XVI secolo, accanto ad alcune cisterne che gli studiosi si spera determinino se siano tombe, serbatoi o altro e di quale epoca. Ora è indubbio che se ne deve tenere conto per ciò che rappresenta del passato, per quello che è il presente e magari per un futuro prossimo da far ammirare con orgoglio a materani e turisti.

Attraverso indagini accurate che ci auguriamo gli archeologi e la sovrintendenza possano effettuare più rapidamente possibile. E’ necessaria visione e coraggio, adesso. E’ un patrimonio, dentro il patrimonio Unesco, che non può più essere nascosto e che non può certo essere considerato un ostacolo alla conclusione dei lavori del parcheggio. E’ arrivato il momento di revisionare totalmente il progetto in corso e di riconsiderare tutta un’area che può costituire l’ennesimo valore aggiunto della nostra città eterna, unica al mondo per gli strati di testimonianze che vi si sovrappongono e vi si intrecciano.  

Ora bisogna anche evitare danneggiamenti dell’esistente e di quanto piano piano riaffiorerà giorno dopo giorno. La pavimentazione stessa può diventare strumento di fruizione di questa meraviglia. Si riveda allora il progetto, lo si faccia subito. Noi di Matera 2029 vigileremo e continueremo a sollecitare il Sindaco Bennardi a lavorare in questa direzione.

Matera: da capitale della cultura a capitale dell’involuzione culturale nelle politiche sociali.

“Non era questo il mandato che è stato dato dai materani e dalle materane a questa maggioranza e al Sindaco Bennardi. Si torni indietro immediatamente ripristinando almeno le risorse precedenti. Non investire sugli asili nido, depotenziare le mense scolastiche, vuol dire andare controcorrente rispetto alle politiche nazionali volte a sostenere la famiglia e la genitorialità. Alcune, tra l’altro, messe già in campo (l’assegno unico universale, il bonus agli nido, il sostegno alle famiglie con figli) e altre annunciate dal Ministro per le pari opportunità e la famiglia di Italia Viva Elena Bonetti. Non investire sul futuro e sulla crescita culturale e sociale di questa città, da realizzarsi anche con il sostegno alla crescita demografica mediante azioni di welfare concrete, è l’opposto dell’azione che dovrebbe attuare una città come Matera che vuole ancora fregiarsi del titolo di capitale europea della cultura 2019.”

Lo dichiarano gli esponenti del movimento civico Matera2029.

“La collettività locale, con le proprie necessità e le giuste aspettative di miglioramento, dovevano essere cruciali per il mandato del Sindaco Bennardi ma, a valutare quanto accaduto in consiglio comunale, tale dichiarazione risulta già smentita. 

La pandemia ha inciso pesantemente sull’organizzazione e sull’erogazione dei servizi, tant’è che i posti disponibili nei nidi comunali e privati accreditati si sono notevolmente ridotti, per poter garantire l’utilizzo in sicurezza. Il problema della carenza di asili nido è tangibile, l’offerta pubblica è di gran lunga inferiore alla domanda e ne è dimostrazione la lista d’attesa delle domande presentate al Comune di Matera che non hanno potuto trovare accoglimento. 

L’approvazione di un emendamento al Bilancio di previsione che taglia risorse alle Politiche Sociali e, in particolare, agli asili nido per euro 100.000 e al servizio mensa scolastica per euro 50.000 non tiene, infatti, conto dei reali bisogni di tante famiglie che sono l’utenza principale, nonostante essi siano cresciuti, specie in questo ultimo anno, considerata la crisi economica della pandemia da COVID-19. 

Le politiche sociali cittadine devono andare nella direzione del prevenire e rimuovere le cause precoci del disagio infantile, arginare le situazioni di povertà economica e sociale, le carenze affettive, la presenza di svantaggi psico-fisici, le problematiche connesse con la provenienza da altre culture, l’inclusione e l’integrazione. Anche solo ipotizzare, come annunciato, che le mense scolastiche funzionino a partire da gennaio 2022 e non con l’avvio dell’anno scolastico, come sempre accaduto, sa di situazione dell’assurdo. Ancora di più se questo inciderà su tagli agli organici delle scuole (posti di lavoro) e tempo scuola da garantire in obbligo scolastico.

Si utilizzino, piuttosto, le risorse messe a disposizione dal governo centrale per la costruzione, riqualificazione e messa in sicurezza di edifici comunali destinati a scuole e asili nido, per offrire una risposta alle richieste di maggiori posti nelle strutture socio-educative. Istituire servizi per la prima infanzia significa riconoscere il diritto alla formazione di ogni persona a partire dai primi anni di età e sostenere tutte le famiglie nella cura e nell’educazione dei figli/e, anche ai fini di facilitare l’accesso e la piena presenza di tutte le donne nel mondo del lavoro e di promuovere la conciliazione delle scelte professionali e familiari di entrambi i genitori in un quadro di pari opportunità tra i sessi. Così come le mense scolastiche e la scuola a tempo pieno e prolungato e i principi pedagogici su cui si fondano.

Auspichiamo che la maggioranza riveda questa assurda decisione. Le risorse per il bando del verde urbano si recuperino tagliando i costi della politica a cominciare – ad esempio – dalla riduzione dell’indennità del sindaco e del suo staff, piuttosto che dalle politiche sociali. Bene hanno scritto preoccupati i sei Dirigenti Scolastici dei comprensivi cittadini: le mense scolastiche non possono valere meno del ripristino delle aiuole. La scuola è spesso l’unico posto dove tanti bambini/e mangiano un pasto decente, tra l’altro biologico (vanto fino ad oggi della nostra Matera) e fruiscono di una offerta formativa più completa. Tra l’altro, con la legge 107/2015 e il d. lgs. 13 aprile 2017, n. 65, con la riforma 0-6 anni, asili nido e scuole materne dalla categoria “welfare” passano all’interno dell’effettivo percorso scolastico non più come servizi a domanda individuale.

‌A Matera – concludono gli esponenti del movimento civico Matera2029 – tutte le famiglie devono potersi avvalere, nel lungo periodo, di servizi di qualità, facilmente accessibili ed economicamente sostenibili, con attuazione concreta delle politiche di pari opportunità per tutti, specie per i più piccoli. Se non riusciamo a garantire dei fondi ordinari per gli asili nido e per le mense scolastiche, per i servizi che hanno ricadute sociali incredibili, corriamo il serio rischio che Matera diventi la capitale dell’involuzione culturale. È giunta l’ora delle scelte, dopo il silenzio caduto – da parte dell’Amministrazione comunale – sulla proposta di istituzione della figura del Disability Manager cittadino, che torneremo a rivendicare al più presto, ora arriva questo brutto segnale sui tagli ai servizi sociali. Si cambi rotta velocemente, Sindaco Bennardi, rispettando gli impegni elettorali, perché così non può assolutamente andare.”

Matera2029: impedire tutto a Matera fino al 12 luglio tarpa le ali ad ogni speranza di ripresa.

“Ci saremmo aspettati una azione più virtuosa e coraggiosa dal Sindaco Bennardi, dopo aver annunciato  di aver chiesto alla Regione e alla ASM un programma di vaccinazione dedicato ai servizi turistici, parallelo alla campagna vaccinale per gli anziani e i soggetti fragili, per rilanciare sin da subito il Turismo nella nostra città. Mentre in Italia, regioni e città valutano come e quando sarà possibile riaprire, a Matera città turistica si chiude.”

Scarica ordinanza http://bit.ly/OrdinanzaBennardi 

Lo dichiara il movimento civico Matera 2029 con una nota indirizzata al Sindaco Bennardi.

“Siamo, infatti, alquanto perplessi circa il merito e la tempestività dell’ultima ordinanza del Sindaco di Matera, con la quale non fino al 30 aprile, come si potrebbe pensare, bensì fino al 12 luglio 2021 – salvo eventuali ulteriori proroghe – vengono sospesi in deroga ai regolamenti comunali, fiere, manifestazioni, feste patronali e rionali, oltre che chiusi parchi ludici e attrazioni viaggianti. Appare evidente che la Festa di Maria SS.ma della Bruna e la sua complessa organizzazione non avranno luogo neanche quest’anno, al netto delle celebrazioni religiose, precludendo sin da ora – e pur non sapendo come evolverà la situazione pandemica nei prossimi mesi – ogni tipo di festa, evento con tutto ciò che ad esso è strettamente connesso in termini di animazione ed economia da gestire, piuttosto con adeguati strumenti di sicurezza da mettere in campo, attraverso azioni specifiche.

Riteniamo sia alquanto inopportuno annunciare l’azzeramento di ogni manifestazione sin dalla prima metà del mese di aprile quando i vincoli nazionali dello stato di emergenza sanitario e pandemico, al momento sono previsti fino al 30 aprile. La sospensione non riguarda soltanto le feste patronali ma anche fiere, eventi e manifestazioni di ogni tipo. Una vera e propria doccia fredda per tutti i lavoratori del settore che magari, nella speranza di prossime condizione migliori dovute anche al piano vaccinale in atto, stavano già pianificando. E’ notorio che le manifestazioni fieristiche, i parchi ludici, i luna park, le attrazioni viaggianti e tutte le altre manifestazioni commerciali e/o di somministrazione di alimenti e bevande su aree pubbliche e private, correlate alle festività patronali e rionali, richiamano un afflusso di visitatori incontrollato, implicando conseguentemente la formazione di assembramenti, che sin dall’inizio della pandemia sono vietati. Magari però per le attività primaverili/estive, compatibilmente con i decreti nazionali, non devono sino ad ora essere costretti, per quanto riguarda Matera città, a restare fermi e senza la possibilità di lavorare.  

E’ paradossale che la città di Matera vada controcorrente, dopo la stessa ammissione di Bennardi rispetto a una ripartenza turistica, che porti gente nuovamente in città. Ci dimostriamo invece così solo impreparati realmente a una ripartenza che avvantaggerà sicuramente e inevitabilmente i comuni limitrofi e della vicina Puglia, penalizzando piuttosto anticipatamente proprio settore turistico che dall’animazione cittadina, da fare in totale sicurezza, trae sempre grandissima convenienza. 

Il settore è bloccato ormai da 14 mesi per la pandemia e ritardare ulteriormente la tabella di marcia da parte di un governo cittadino che anticipa problemi di cui ancora non possiamo avere contezza, ci spiace dirlo, piuttosto che provare a immaginare iniziative diverse da organizzare in sicurezza, dimostra poca creatività ed efficienza amministrativa per provare a riportare una parvenza di meritata “normalità” proprio ri-partendo dalla nostra cara Madonna della Bruna.

Incapacità, impreparazione o superficialità? Non lo sappiamo. Privarsi già da oggi della possibilità di organizzare manifestazioni ed eventi, andando ben oltre le prescrizioni del 30 aprile, vuol dire rifiutarsi anche solo di impegnarsi a pianificare al meglio una potenziale stagione, nascondendosi dietro l’ombra del Covid che stiamo tutti combattendo, anche la stessa Amministrazione con le sue azioni in atto. Precludersi la possibilità di riemergere finalmente da un periodo di buio e silenzioso con quella che sembra essere una lavata di mani degna di Ponzio Pilato, rappresenta, per una città turistica come quella “dei Sassi”, un danno ingente non solo a livello di immagine, ma anche sociale ed economico. 

E’ allora probabile che questa stessa lungimiranza di precauzioni e sicurezza non sia stata sino ad ora applicata in città dal momento che è evidente come in questi giorni i contagi in città non siano affatto diminuiti. Altrimenti saremmo stati anche più pronti nell’imboccare, senza ritardi, la strada della ripartenza e non di ulteriori chiusure, più lunghe per altro di quelle previste a livello nazionale.

Chiediamo al Sindaco Bennardi di rivedere questa decisione e magari adeguarla – per ora – semplicemente al 30 aprile, in linea con la norma nazionale, rinviando le decisioni in base all’andamento del contagio. Nessuno vuole mettere a rischio la salute dei cittadini ma abbiamo l’obbligo di pianificare e organizzare in sicurezza un ritorno alla vita prima o poi. Se non potrà essere in primavera, ci auguriamo che possa diventarlo l’estate e ciò che il 2 luglio rappresenta per ognuno di noi: apertura al mondo e non ulteriore isolamento, speranza che rinasce, comunità che si ritrova anche a festeggiare, in sicurezza, insieme.”

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