Movimento Matera 2029

Matera2029: Antonio Esposito lancia petizione per riportare il Conservatorio a Palazzo Malvinni Malvezzi

Una petizione on line che in 24 ore ha avuto quasi 800 sottoscrizioni segno che c’è una comunità che chiede e condivide una istanza, perché molto sentita, e che un giovane del Conservatorio ha lanciato ed esteso. La prestigiosa sede non è oggi utilizzata e le intese tra Comune, Provincia e Regione al momento non si comprende a cosa porteranno, rispetto all’utilizzo della storica struttura.

Come movimento civico Matera 2029, pertanto, condividiamo la proposta del musicista materano Antonio Esposito, nostro esponente, di istituire la “Quarta Sezione” del Conservatorio di Musica “E.R. Duni” – Matera presso Palazzo Malvinni Malvezzi di Piazza Duomo, sostenendo la petizione che, a nome di tutti i corsisti e docenti del Conservatorio, ha lanciato, la cui raccolta firme sarà inviata al Presidente della Provincia Piero Marrese e al Sindaco Domenico Bennardi.“

Dopo aver preso atto della effettiva insufficienza di spazi che il Conservatorio da tempo lamenta per svolgere l’attività didattica e concertistica, riteniamo che destinare le stanze di Palazzo Malvezzi – prosegue Antonio Esposito – alla massima Istituzione Musicale della città e dell’intera provincia, sia un’esigenza tanto culturale quanto funzionale, specie all’indomani del recente ampliamento dell’organico, concesso dal Ministero, che aggiunge agli attuali 100 docenti altre 7 cattedre e altri 7 posti nell’ambito amministrativo e che dunque certifica la bontà di tale richiesta.

Già decenni fa l’antico palazzo ospitava proprio le classi del Conservatorio e riabilitarlo alla sua originaria funzione, oltre che per un “romantico” e suggestivo ritorno alle origini, risulta essere una necessità strutturale, organizzativa e logistica urgente. La petizione si può sottoscrivere al link https://www.change.org/p/quarta-sezione-conservatorio-e-r-duni-matera-a-palazzo-malvezzi e invitiamo tutti i cittadini e le cittadine a farlo se credono, come noi, che sia la soluzione migliore.

A nostro avviso, dare vita a una vera e propria “cerniera”, che va da Piazza del Sedile a Via Duomo, e renderla “a misura di studente” è la scelta più logica, utile e funzionale, che darebbe ulteriore linfa e prestigio all’offerta formativa di un bene comune come quello che rappresenta il Conservatorio Duni, che continua a portare il nome di Matera nel mondo e ad attirare una moltitudine di studenti sia dalle aree interne della Basilicata che dai territori fuori regione di Campania, Puglia e Calabria. Riteniamo che questo patrimonio e queste potenzialità siano da tutelare e valorizzare quale ulteriore tassello di consolidamento e rilancio identitario di Matera Capitale Europea della Cultura. Matera ha il dovere e la grande responsabilità di continuare ad attrarre flussi sempre maggiori di giovani, artisti, talenti e studenti e non di disperderli altrove.

E’ necessario che Provincia e Comune lavorino su questo in sinergia per ampliare l’accoglienza e l’offerta di alta formazione che la città può offrire, migliorando in termini di organizzazione ed efficienza. Forse non c’è occasione migliore di questa – conclude Antonio Esposito del movimento civico Matera2029 – dell’ampliamento dell’offerta del Conservatorio in atto e autorizzata a livello ministeriale, per mettere Palazzo Malvinni Malvezzi a disposizione quale luogo di arte e cultura, degli artisti e dei giovani non solo materani.

Auspichiamo che la Provincia e il Comune di Matera colgano questa opportunità che appare essere a portata di mano. Il rischio, infatti, è che dopo aver restaurato e reso agibile l’antico palazzo, recuperandone la sua identità storica e culturale, fra ritardi, esitazioni e titubanze, lo si renda impossibilitato ad offrire alla città le sue ricchezze e i suoi spazi. Si veda l’ex ospedale San Rocco, dove la Soprintendenza non è stata poi trasferita a causa di vincoli e norme, che ora è chiuso da mesi, in attesa di capire quale destinazione potrà avere.”

Rigenerazione urbana e contenitori culturali per i giovani materani. L’ex Centrale del latte poteva essere un luogo adatto.

“Stiamo ancora aspettando la promessa discontinuità col passato a Matera città. La rigenerazione urbana sembra un impegno già dimenticato. Quale sarà il destino del Cine Teatro Duni, per il cui acquisto sono stati spesi 2.5 milioni di euro di soldi pubblici, oppure che ne sarà dell’Area Barilla più volte menzionata durante la campagna elettorale? Seguiranno quanto non è accaduto per l’area del Parco della Murgia materana? Attendiamo di saperlo e, intanto, abbiamo assistito alla demolizione dell’ex centrale del latte di Serra Venerdi, luogo simbolo della nostra storia della città di Matera e primo esempio di lavorazione e trasformazione collettiva del latte dei nostri allevatori, nel disappunto della comunità non interpellata, né informata. Sorgerà in quella sede la nuova sede dell’Istituto Comprensivo “Torraca”? L’amministrazione ha fatto una concreta valutazione dell’area già di suo molto trafficata e congestionata, rispetto all’afflusso delle famiglie e del personale in entrata e in uscita, anche rispetto al nuovo progetto della scuola stessa?”

Lo rende noto il movimento civico Matera2029.

“L’ex Centrale del Latte non era a nostro avviso un relitto o rudere fatiscente da eliminare, bensì da recuperare e restaurare, bonificando l’area e magari ridandole vita, con la conformità progettuale che rappresentava quel luogo per noi materani. Era una opera di architettura moderna di valore, progettata dall’architetto-urbanista Luigi Piccinato, progettista dello stesso Rione Serra Venerdì, nonché autore del Piano Regolatore Generale della città di Matera, esempio notevole di architettura nel panorama culturale italiano ed europeo.Purtroppo a Matera appare sempre più semplice demolire e non preservare, abbattere anziché salvaguardare, cancellare per sempre invece che custodire. Pensiamo ai mulini di cui non esiste più alcuna traccia e al “parco delle cave”: da tempo si cerca inutilmente di vederle valorizzate come meritano.

Quando la politica non ha visione succede anche questo, si giustifica la perdita di memoria con il bisogno di cementificare, senza un senso, cancellando per sempre i segni della nostra identità.Non si poteva pensare di fare della Centrale del Latte un centro socio-culturale per giovani, sale studio pubbliche, accessibili, funzionanti per gli studenti e le studentesse materane, con una progettazione adeguata, una connessione a banda larga, una dotazione di computer e tablet ma anche di libri e riviste specializzate, spazi oltre che una riflessione più lungimirante sui costi di gestione anche per il futuro, considerando anche un minimo di personale da assumere e utilizzare allo scopo?

Sperimentare e far vivere un luogo della cultura, insomma, che si trova a poca distanza dal Liceo Classico, dal Liceo Scientifico e dall’Istituto Commerciale oltre che dal Palasassi, dalla piscina comunale, dal Campo Scuola di Atletica Leggera, dal Circolo Tennis, dal Parco Macamarda e tante altre aree verdi, senza dimenticare la vicinanza con la stazione centrale e il parcheggio di Via Saragat. Un luogo ideale per i giovani materani e per i tanti pendolari che restano a Matera anche il pomeriggio per impegni scolastici, universitari, di Conservatorio o per allenamenti sportivi.Giovani materani e non solo con cui, come Matera2029, abbiamo fatto diversi incontri e di cui ci facciamo portavoce rispetto a esigenze concrete per vivere al meglio la città, fra cui quella di poter avere un contenitore culturale pubblico, aperto, accessibile dove anche confrontarsi, studiare, incontrarsi, organizzare, leggere o fruire di materiali audiovideo o digitali, magari suonare, ritrovando quella dimensione sociale che aiuta a coltivare i talenti e gli interessi più variegati. Ci siamo dati un compito e continueremo a profondere il nostro impegno; continueremo a chiedere all’amministrazione comunale di osare e di dimostrare di essere anche un po’ visionaria, di ascoltare le reali esigenze dei cittadini e delle cittadine rispetto alle politiche giovanili, culturali e dello sport. Per ora nulla di nuovo sembra emergere dall’attuale amministrazione Bennardi, dalla quale ci aspettiamo molto di più dell’enfasi sulla ruota panoramica di Natale.”

TENSOSTRUTTURA E PARCO SERRA RIFUSA. FONDI A RISCHIO E AMMINISTRAZIONE IN SILENZIO

“Il professionismo sportivo deve godere di tutti i servizi, in una città che ha fatto della promozione di tutte le culture, compresa quella sportiva, la sua bandiera negli ultimi anni. Eppure ancora, ad esempio, si fa una gara di hockey A1 senza il riscaldamento nella tensostruttura di Matera in Via De i Sanniti. Con le temperature di questi giorni sarà impossibile continuare a praticare sport se questa rimane la situazione.”

Il movimento civico Matera2029 torna sulla questione Impianti sportivi della città di Matera.

“Un Comune di Matera che appare sempre fermo e indifferente – si legge nella nota di Matera2029 – a cui non importa nulla di perdere un patrimonio (sportivo, sociale, economico) come la serie A di calcio a 5 con il CMB Matera, emigrato al PalaErcole di Policoro, e che non ascolta gli appelli, le sollecitazioni, che non da seguito agli impegni presi negli incontri organizzati grazie al Consigliere Regionale Luca Braia, in Regione per trovare una soluzione al problema dell’impiantistica sportiva, cittadina, insieme alle società sportive le quali, alla presenza dell’Assessore Regionale Cupparo e del Sindaco Bennardi, sono state riunire, per arrivare alla approvazione di una delibera con la rimodulazione di 240.000 euro di fondi ITI ancora non spesi, per l’adeguamento della tensostruttura alle prescrizioni della Federazioni Sportive. 

Bennardi doveva solo concludere le pratiche burocratiche necessarie per spendere le risorse, concordando i crono-programmi degli affidamenti e dei relativi lavori (adeguamento dell’impiantistica di condizionamento, installazione di una tensostruttura sovrapposta all’esistente per scongiurare definitivamente il fenomeno della condensa in presenza di pubblico e del freddo gelido invernale ecc.). Dai primi di settembre non abbiamo visto ancora niente e le società non hanno potuto affrontare l’avvio in totale serenità dei rispettivi campionati. Sta per finire il 2021 con il CMB che ha dovuto anche salutare a malincuore la Città dei Sassi, per giocare altrove nel rispetto delle regole della federazione.

Ferma anche la questione del Parco Serra Rifusa, nessun incontro tecnico ci risulta avviato, per provare a non perdere le risorse da rendicontare e non dover restituire i 3,6 milioni di euro di fondi Pisus 2000-2006, con iter concordato sempre in Regione tra l’Assessore Cupparo, il Comune, le società sportive e il consigliere Braia. Si riconvochi, immediatamente, un tavolo sul Parco di Serra Rifusa, con urgenza. Non possiamo permetterci di restituire somme che vanno assolutamente utilizzate per la città.

Non vedrà per ora la luce il Palazzetto per il calcio a 5 (di cui già esiste il progetto esecutivo), struttura che con la riqualificazione degli spogliatoi esistenti e la sistemazione dell’area circostante, consentirebbe proprio di non perdere i 3,6 milioni di euro in parte utilizzati ma non rendicontabili perché nessuno degli impianti realizzati è funzionante.  Perché Bennardi non prova a intercettare risorse del PNRR come fanno a Potenza che ha già progetti candidabili per 12 milioni di euro? Cosa stiamo aspettando? Non basta l’esclusione di Matera dal “Bando Sport e Periferie” per la realizzazione e rigenerazione di impianti sportivi finalizzati all’attività agonistica perché i progetti cittadini sono stati bocciati e giudicati inammissibili, non conformi all’iter?

Svegliamoci dal torpore e usciamo dall’immobilismo, la città sta continuando ad accumulare cattive figure con i tifosi delle altre città. Si deve assolutamente tornare ad essere protagonisti attivi, continuando il percorso di riqualificazione degli impianti sportivi che sembra ormai paralizzato dallo stallo consiliare che si spera con la nuova Giunta possa avere ora una ripresa delle attività. 

Lo sport porta in città altro turismo, il Sindaco Bennardi deve rispondere ai continui disservizi. Giocare in un palazzetto ghiacciato per una squadra di A1 che sarebbe anche capace di dare spettacolo e lustro alla nostra città, se solo fosse messa nelle condizioni di farlo, è impensabile. Così come tutti i cittadini e le cittadine materane che hanno il diritto di fruire del Parco Serra Rifusa e dei suoi impianti e non si comprende se mai lo potranno fare.”

RITROVAMENTI A PORTA PISTOLA, MATERA. RIVEDERE SUBITO PROGETTO PAVIMENTAZIONE DEL PARCHEGGIO.

Ci chiediamo tutti con quali modalità e tempi l’Amministrazione intenda procedere agli approfondimenti archeologici, rispetto a quanto ritrovato nell’area di Porta Pistola, che dovrà costantemente essere controllata e monitorata. 

Si valorizzi il sito immediatamente, rivedendo il progetto della pavimentazione, e si predisponga sin da ora il recupero e la fruizione di questo immenso bene già scoperto e di quello che, siamo certi, ancora emergerà. Si metta tutto in sicurezza e in totale trasparenza per la cittadinanza, con un piano di manutenzione e di protezione, quanto già è stato rintracciato, si blocchino ulteriori lavori che possano mettere a rischio la parte in cui si sta scavando ancora, si proteggano gli affreschi dagli agenti esterni, il sito ha un valore immenso che Matera ha solo l’obbligo di valorizzare.

La nostra Matera dalle grandi sorprese e dagli innumerevoli tesori nascosti dal tempo e dalla storia. Dai lavori di riqualificazione della pavimentazione per il nuovo parcheggio a Piazza Porta Pistola, sono venuti alla luce ritrovamenti di straordinario valore storico e artistico. Al centro dell’area è stato rinvenuto un antico edificio sacro affrescato, probabilmente risalente XVI secolo, accanto ad alcune cisterne che gli studiosi si spera determinino se siano tombe, serbatoi o altro e di quale epoca. Ora è indubbio che se ne deve tenere conto per ciò che rappresenta del passato, per quello che è il presente e magari per un futuro prossimo da far ammirare con orgoglio a materani e turisti.

Attraverso indagini accurate che ci auguriamo gli archeologi e la sovrintendenza possano effettuare più rapidamente possibile. E’ necessaria visione e coraggio, adesso. E’ un patrimonio, dentro il patrimonio Unesco, che non può più essere nascosto e che non può certo essere considerato un ostacolo alla conclusione dei lavori del parcheggio. E’ arrivato il momento di revisionare totalmente il progetto in corso e di riconsiderare tutta un’area che può costituire l’ennesimo valore aggiunto della nostra città eterna, unica al mondo per gli strati di testimonianze che vi si sovrappongono e vi si intrecciano.  

Ora bisogna anche evitare danneggiamenti dell’esistente e di quanto piano piano riaffiorerà giorno dopo giorno. La pavimentazione stessa può diventare strumento di fruizione di questa meraviglia. Si riveda allora il progetto, lo si faccia subito. Noi di Matera 2029 vigileremo e continueremo a sollecitare il Sindaco Bennardi a lavorare in questa direzione.

Matera: da capitale della cultura a capitale dell’involuzione culturale nelle politiche sociali.

“Non era questo il mandato che è stato dato dai materani e dalle materane a questa maggioranza e al Sindaco Bennardi. Si torni indietro immediatamente ripristinando almeno le risorse precedenti. Non investire sugli asili nido, depotenziare le mense scolastiche, vuol dire andare controcorrente rispetto alle politiche nazionali volte a sostenere la famiglia e la genitorialità. Alcune, tra l’altro, messe già in campo (l’assegno unico universale, il bonus agli nido, il sostegno alle famiglie con figli) e altre annunciate dal Ministro per le pari opportunità e la famiglia di Italia Viva Elena Bonetti. Non investire sul futuro e sulla crescita culturale e sociale di questa città, da realizzarsi anche con il sostegno alla crescita demografica mediante azioni di welfare concrete, è l’opposto dell’azione che dovrebbe attuare una città come Matera che vuole ancora fregiarsi del titolo di capitale europea della cultura 2019.”

Lo dichiarano gli esponenti del movimento civico Matera2029.

“La collettività locale, con le proprie necessità e le giuste aspettative di miglioramento, dovevano essere cruciali per il mandato del Sindaco Bennardi ma, a valutare quanto accaduto in consiglio comunale, tale dichiarazione risulta già smentita. 

La pandemia ha inciso pesantemente sull’organizzazione e sull’erogazione dei servizi, tant’è che i posti disponibili nei nidi comunali e privati accreditati si sono notevolmente ridotti, per poter garantire l’utilizzo in sicurezza. Il problema della carenza di asili nido è tangibile, l’offerta pubblica è di gran lunga inferiore alla domanda e ne è dimostrazione la lista d’attesa delle domande presentate al Comune di Matera che non hanno potuto trovare accoglimento. 

L’approvazione di un emendamento al Bilancio di previsione che taglia risorse alle Politiche Sociali e, in particolare, agli asili nido per euro 100.000 e al servizio mensa scolastica per euro 50.000 non tiene, infatti, conto dei reali bisogni di tante famiglie che sono l’utenza principale, nonostante essi siano cresciuti, specie in questo ultimo anno, considerata la crisi economica della pandemia da COVID-19. 

Le politiche sociali cittadine devono andare nella direzione del prevenire e rimuovere le cause precoci del disagio infantile, arginare le situazioni di povertà economica e sociale, le carenze affettive, la presenza di svantaggi psico-fisici, le problematiche connesse con la provenienza da altre culture, l’inclusione e l’integrazione. Anche solo ipotizzare, come annunciato, che le mense scolastiche funzionino a partire da gennaio 2022 e non con l’avvio dell’anno scolastico, come sempre accaduto, sa di situazione dell’assurdo. Ancora di più se questo inciderà su tagli agli organici delle scuole (posti di lavoro) e tempo scuola da garantire in obbligo scolastico.

Si utilizzino, piuttosto, le risorse messe a disposizione dal governo centrale per la costruzione, riqualificazione e messa in sicurezza di edifici comunali destinati a scuole e asili nido, per offrire una risposta alle richieste di maggiori posti nelle strutture socio-educative. Istituire servizi per la prima infanzia significa riconoscere il diritto alla formazione di ogni persona a partire dai primi anni di età e sostenere tutte le famiglie nella cura e nell’educazione dei figli/e, anche ai fini di facilitare l’accesso e la piena presenza di tutte le donne nel mondo del lavoro e di promuovere la conciliazione delle scelte professionali e familiari di entrambi i genitori in un quadro di pari opportunità tra i sessi. Così come le mense scolastiche e la scuola a tempo pieno e prolungato e i principi pedagogici su cui si fondano.

Auspichiamo che la maggioranza riveda questa assurda decisione. Le risorse per il bando del verde urbano si recuperino tagliando i costi della politica a cominciare – ad esempio – dalla riduzione dell’indennità del sindaco e del suo staff, piuttosto che dalle politiche sociali. Bene hanno scritto preoccupati i sei Dirigenti Scolastici dei comprensivi cittadini: le mense scolastiche non possono valere meno del ripristino delle aiuole. La scuola è spesso l’unico posto dove tanti bambini/e mangiano un pasto decente, tra l’altro biologico (vanto fino ad oggi della nostra Matera) e fruiscono di una offerta formativa più completa. Tra l’altro, con la legge 107/2015 e il d. lgs. 13 aprile 2017, n. 65, con la riforma 0-6 anni, asili nido e scuole materne dalla categoria “welfare” passano all’interno dell’effettivo percorso scolastico non più come servizi a domanda individuale.

‌A Matera – concludono gli esponenti del movimento civico Matera2029 – tutte le famiglie devono potersi avvalere, nel lungo periodo, di servizi di qualità, facilmente accessibili ed economicamente sostenibili, con attuazione concreta delle politiche di pari opportunità per tutti, specie per i più piccoli. Se non riusciamo a garantire dei fondi ordinari per gli asili nido e per le mense scolastiche, per i servizi che hanno ricadute sociali incredibili, corriamo il serio rischio che Matera diventi la capitale dell’involuzione culturale. È giunta l’ora delle scelte, dopo il silenzio caduto – da parte dell’Amministrazione comunale – sulla proposta di istituzione della figura del Disability Manager cittadino, che torneremo a rivendicare al più presto, ora arriva questo brutto segnale sui tagli ai servizi sociali. Si cambi rotta velocemente, Sindaco Bennardi, rispettando gli impegni elettorali, perché così non può assolutamente andare.”

Matera2029: impedire tutto a Matera fino al 12 luglio tarpa le ali ad ogni speranza di ripresa.

“Ci saremmo aspettati una azione più virtuosa e coraggiosa dal Sindaco Bennardi, dopo aver annunciato  di aver chiesto alla Regione e alla ASM un programma di vaccinazione dedicato ai servizi turistici, parallelo alla campagna vaccinale per gli anziani e i soggetti fragili, per rilanciare sin da subito il Turismo nella nostra città. Mentre in Italia, regioni e città valutano come e quando sarà possibile riaprire, a Matera città turistica si chiude.”

Scarica ordinanza http://bit.ly/OrdinanzaBennardi 

Lo dichiara il movimento civico Matera 2029 con una nota indirizzata al Sindaco Bennardi.

“Siamo, infatti, alquanto perplessi circa il merito e la tempestività dell’ultima ordinanza del Sindaco di Matera, con la quale non fino al 30 aprile, come si potrebbe pensare, bensì fino al 12 luglio 2021 – salvo eventuali ulteriori proroghe – vengono sospesi in deroga ai regolamenti comunali, fiere, manifestazioni, feste patronali e rionali, oltre che chiusi parchi ludici e attrazioni viaggianti. Appare evidente che la Festa di Maria SS.ma della Bruna e la sua complessa organizzazione non avranno luogo neanche quest’anno, al netto delle celebrazioni religiose, precludendo sin da ora – e pur non sapendo come evolverà la situazione pandemica nei prossimi mesi – ogni tipo di festa, evento con tutto ciò che ad esso è strettamente connesso in termini di animazione ed economia da gestire, piuttosto con adeguati strumenti di sicurezza da mettere in campo, attraverso azioni specifiche.

Riteniamo sia alquanto inopportuno annunciare l’azzeramento di ogni manifestazione sin dalla prima metà del mese di aprile quando i vincoli nazionali dello stato di emergenza sanitario e pandemico, al momento sono previsti fino al 30 aprile. La sospensione non riguarda soltanto le feste patronali ma anche fiere, eventi e manifestazioni di ogni tipo. Una vera e propria doccia fredda per tutti i lavoratori del settore che magari, nella speranza di prossime condizione migliori dovute anche al piano vaccinale in atto, stavano già pianificando. E’ notorio che le manifestazioni fieristiche, i parchi ludici, i luna park, le attrazioni viaggianti e tutte le altre manifestazioni commerciali e/o di somministrazione di alimenti e bevande su aree pubbliche e private, correlate alle festività patronali e rionali, richiamano un afflusso di visitatori incontrollato, implicando conseguentemente la formazione di assembramenti, che sin dall’inizio della pandemia sono vietati. Magari però per le attività primaverili/estive, compatibilmente con i decreti nazionali, non devono sino ad ora essere costretti, per quanto riguarda Matera città, a restare fermi e senza la possibilità di lavorare.  

E’ paradossale che la città di Matera vada controcorrente, dopo la stessa ammissione di Bennardi rispetto a una ripartenza turistica, che porti gente nuovamente in città. Ci dimostriamo invece così solo impreparati realmente a una ripartenza che avvantaggerà sicuramente e inevitabilmente i comuni limitrofi e della vicina Puglia, penalizzando piuttosto anticipatamente proprio settore turistico che dall’animazione cittadina, da fare in totale sicurezza, trae sempre grandissima convenienza. 

Il settore è bloccato ormai da 14 mesi per la pandemia e ritardare ulteriormente la tabella di marcia da parte di un governo cittadino che anticipa problemi di cui ancora non possiamo avere contezza, ci spiace dirlo, piuttosto che provare a immaginare iniziative diverse da organizzare in sicurezza, dimostra poca creatività ed efficienza amministrativa per provare a riportare una parvenza di meritata “normalità” proprio ri-partendo dalla nostra cara Madonna della Bruna.

Incapacità, impreparazione o superficialità? Non lo sappiamo. Privarsi già da oggi della possibilità di organizzare manifestazioni ed eventi, andando ben oltre le prescrizioni del 30 aprile, vuol dire rifiutarsi anche solo di impegnarsi a pianificare al meglio una potenziale stagione, nascondendosi dietro l’ombra del Covid che stiamo tutti combattendo, anche la stessa Amministrazione con le sue azioni in atto. Precludersi la possibilità di riemergere finalmente da un periodo di buio e silenzioso con quella che sembra essere una lavata di mani degna di Ponzio Pilato, rappresenta, per una città turistica come quella “dei Sassi”, un danno ingente non solo a livello di immagine, ma anche sociale ed economico. 

E’ allora probabile che questa stessa lungimiranza di precauzioni e sicurezza non sia stata sino ad ora applicata in città dal momento che è evidente come in questi giorni i contagi in città non siano affatto diminuiti. Altrimenti saremmo stati anche più pronti nell’imboccare, senza ritardi, la strada della ripartenza e non di ulteriori chiusure, più lunghe per altro di quelle previste a livello nazionale.

Chiediamo al Sindaco Bennardi di rivedere questa decisione e magari adeguarla – per ora – semplicemente al 30 aprile, in linea con la norma nazionale, rinviando le decisioni in base all’andamento del contagio. Nessuno vuole mettere a rischio la salute dei cittadini ma abbiamo l’obbligo di pianificare e organizzare in sicurezza un ritorno alla vita prima o poi. Se non potrà essere in primavera, ci auguriamo che possa diventarlo l’estate e ciò che il 2 luglio rappresenta per ognuno di noi: apertura al mondo e non ulteriore isolamento, speranza che rinasce, comunità che si ritrova anche a festeggiare, in sicurezza, insieme.”

Subito un Disability Manager per Matera, città di tutti/e. Non si perda tempo sui diritti dei cittadini più fragili.

Il Movimento civico Matera2029 insieme a 19 associazioni e cooperative che a vario titolo operano con la disabilità, inviano un documento condiviso chiedendo al Sindaco Bennardi di poter essere auditi nella commissione consiliare preposta (Politiche sociali e sport), per presentare la proposta di istituire al più presto e nominare la figura del Disability Manager per la città di Matera. Richiedono, inoltre, un incontro affinché una delegazione dei sottoscrittori possa consegnare la richiesta brevi manu e relazionare per fornire tutti gli approfondimenti e le informazioni.

Hanno aderito: Matera2029, Associazione Azione Disabili di Marzio Muscatiello, Associazione Ambiente e Legalità, AISM Associazione Italiana Sclerosi Multipla Matera, Associazione Italiana contro le leucemie – linfomi e meloma, Associazione Materana Amici del Cuore, Associazione Provinciale Diabetici APD – Matera, Associazione Con cuore impavido O.D.V., Associazione DolceMente, Associazione Dumboonlus. Gian Franco Lupo – Un sorriso alla vita, Raggio di sole ODV, Unione ciechi ed ipovedenti lucani UCIL Matera, Globus, Alleanza delle Cooperative ACI di Basilicata (Agci Basilicata, Confcooperative Basilicata, Legacoop Basilicata), Coop. Sociale L’Individuo, Coop. Soc. L’Abbraccio.

IL DOCUMENTO:

Una Matera accessibile, sicura, inclusiva, dove possano essere azzerate le barriere architettoniche e dove i diritti di tutti possano essere rispettati. Riprendiamo, e subito, il tema della “Cultura dell’accessibilità”. A due anni dall’inaugurazione della Capitale Europea della Cultura 2019 nei quali poco si è fatto in città su questi temi, dopo l’istallazione di apparecchi acustici agli impianti semaforici per i soggetti ipovedenti e non vedenti, la cui realizzazione ha visto un impegno assiduo della già consigliera comunale Nunzia Antezza dopo l’approvazione del suo ordine del giorno. 

Si mantenga anche questo impegno preso. Il Sindaco Bennardi individui, piuttosto e anche con urgenza, un Disability Manager. Come ha fatto nelle scorse settimane il comune di Tito (PZ), con funzioni di consulenza permanente ma anche propulsivo sui temi del superamento delle barriere architettoniche e dell’accessibilità, prioritari per la città di Matera che punta ad essere e rimanere la città dei diritti e della cultura. 

Si nomini, e presto, la figura specifica prevista, quella del Disability Manager, che possa esercitare le sue funzioni in tutte le situazioni di gestione di pubblici servizi che coinvolgono le persone con disabilità, ma anche di sollecitare gli uffici periferici delle amministrazioni pubbliche statali o altre articolazioni territoriali o strumentali interessate da provvedimenti, proponendo o favorendo tavoli tecnici di risoluzione dei problemi segnalati. Anche in collaborazione con i soggetti privati cui si rivolgono gli eventuali reclami delle persone con disabilità. Si riattivi poi immediatamente l’osservatorio/forum disabilità permanente come luogo di raccordo tra Disability Manager e rappresentanti delle associazioni che operi insieme alla commissione competente e all’Assessore alle Politiche sociali.

E’ una promessa fatta dal Sindaco Bennardi, ricordiamo, durante la “scarrozzata” promossa dall’associazione volontariato “Azione disabili Marziolino ODV” in piena campagna elettorale, quando tutti i candidati a sindaco sperimentarono per qualche minuto cosa volesse dire muoversi in città su una carrozzina, e comprendere direttamente e sulla propria persona la lotta quotidiana che i disabili compiono, districandosi spesso tra e manifestazioni di inciviltà.

Come movimento civico Matera2029, insieme ai sottoscrittori di questo documento congiunto, sollecitiamo la nomina di questa figura chiave nel processo di integrazione di ogni cittadino e cittadina che per qualche motivo, temporaneamente o permanentemente, si trova nelle condizioni di mobilità ridotta. 

Un disability manager che possa essere responsabile dell’inclusione sociale e lavorativa delle persone con disabilità mediante azioni di pianificazione, programmazione, promozione di politiche che vedono nelle pari opportunità e nel superamento delle barriere architettoniche, sensoriali e culturali per le persone disabili, come di ogni altra forma di discriminazione o disuguaglianza, la promozione dell’esercizio dei diritti e delle opportunità di accesso e fruizione dei servizi e dei luoghi della nostra straordinaria città. A Matera, città che deve essere di tutti, è necessaria, oggi più che mai, una figura istituzionale specifica che abbia cultura, professionalità, sensibilità, capacità di promuovere l’atteso cambiamento etico all’interno della nostra comunità.

Chiediamo, pertanto di poter essere auditi nella commissione consiliare preposta per presentare questa proposta di istituire e nominare la figura del Disability Manager per la città di Matera.

Accessibilità, mobilità, integrazione dei disabili nella società, abbattimento delle barriere architettoniche, culturali e sociali erano tra i punti del nostro programma per i quali riteniamo fondamentale, come Matera2029 continuare a contribuire con iniziative e proposte concrete al miglioramento dello stile di vita delle persone con disabilità che, ricordiamo, non essere una malattia, ma una condizione anche “momentanea” nella quale una persona ha impedimento a fare qualcosa, superabile se vengono messi a disposizione gli strumenti giusti. Se Matera è accessibile, lo diventa per tutti noi e per chi verrà a visitarla da ogni parte del mondo. 

Dal 2001, con la nuova Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’enfasi viene spostata dalla disabilità delle persone alla salute delle persone, partendo dal presupposto che qualunque persona in qualunque momento della vita può avere una condizione di salute che in ambiente sfavorevole diventa disabilità. Occorre pertanto lavorare sulla città di tutti/e  e sull’ambiente eliminando le barriere fisiche e culturali per ogni persona che anche ci vive o anche semplicemente vi transita.

La figura del Disability manager a Matera potrebbe contribuire, ad esempio, a rendere accessibili le piscine, a far realizzare le passerelle su ogni marciapiede in corrispondenza delle strisce pedonali, alle modalità di controllo e sanzione per evitare che si parcheggi davanti agli scivoli, a rendere accessibili i luoghi di culto dalla Cattedrale alle diverse chiese che presentano scalinate, ma anche negozi, biblioteca comunale, Musei e Palazzo Lanfranchi ma anche a rendere fruibile un percorso tra i Sassi. Una figura che si preoccupi dell’inclusione dei disabili nel mondo del lavoro ma anche dei servizi di trasporto a chiamata, rendendoli forniti di sollevatori, pedane e sistemi per le carrozzine. le persone con mobilità ridotta a Matera devono trovare quanto più possibile diffusi percorsi senza ostacoli, informazioni sonore e visive, dispositivi di ausilio per l’accesso a bordo, marciapiedi della larghezza adeguata. Oggi non è così, come continua a denunciare l’amico Marziolino Muscatello, con la sua associazione ma anche, da tutti coloro che, a vario titolo si occupano di questi temi.

Si spezzi, una volta per tutte a Matera città, il pregiudizio sulla disabilità e si abiliti chiunque alla “libertà” di poterla vivere nel rispetto dei diritti, anche della diversità, sempre da considerarsi fonte di ricchezza umana e sociale, perché multiforme, fluida e varia, con il diritto di abitare e muoversi nella comunità, magari dal centro alle periferie e viceversa, con la maggiore autonomia possibile. 

Per Matera è sicuramente giunto il tempo di garantire diritti che ancora devono essere riconosciuti, lottando contro un sistema inadeguato e spesso ingiusto, fatto spesso di troppa burocrazia e poca umanità. Una città per dirsi tale, nella società odierna, non può continuare ad essere progettata e realizzata solo per le persone cosiddette “normali”. Pregiudizio, indifferenza, discriminazione: sono queste le barriere di ordine culturale e sociale che tuttora impediscono la piena integrazione delle persone con disabilità e che si vanno ad aggiungere agli ulteriori quotidiani ostacoli, pratici e materiali, che non permettono loro di vivere una vita dignitosa, autonoma e attiva. La nostra democrazia può infatti dirsi matura solo se è capace di assicurare il rispetto dei diritti fondamentali di tutti, soprattutto delle categorie più fragili. 

Molte famiglie, inoltre, nella nostra città, sono provate gravemente dal problema della gestione delle condizioni della disabilità e di tutti gli aspetti ad essa legati per propri familiari. E’ un fattore di vulnerabilità sociale non trascurabile per coloro, e sono tanti, che devono gestire in solitudine la disabilità infantile, adolescenziale, giovanile e poi quella magari di genitori anziani. Occorre, a nostro avviso, anche programmare misure di intervento da attivare per i disabili adulti e per il cosiddetto dopo di noi, completamente assenti attualmente.

Sindaco Bennardi, metta in campo e presto tutte le misure necessarie per attivare la figura del Disability Manager cittadino,  con l’amministrazione comunale e l’assessorato ai servizi sociali. Matera2029, in sinergia con coloro che sul territorio cittadino si occupano di disabilità vuole contribuire con idee, proposte, progetti all’avvio di un percorso virtuoso al fine di migliorare i servizi già presenti e implementarne di nuovi. 

IL MOVIMENTO CIVICO MATERA2029

Hanno aderito e sottoscritto il documento:

Associazione Azione Disabili di Marzio Muscatiello

Associazione Ambiente e Legalità

AISM Associazione Italiana Sclerosi Multipla Matera

Associazione Italiana contro le leucemie – linfomi e meloma

Associazione Materana Amici del Cuore

Associazione Provinciale Diabetici APD – Matera

Associazione Con cuore impavido O.D.V.

Associazione DolceMente

Associazione Dumboonlus

Gian Franco Lupo – Un sorriso alla vita

Raggio di sole ODV

Unione ciechi ed ipovedenti lucani UCIL Matera

Globus

Alleanza delle Cooperative ACI di Basilicata 

Agci Basilicata, 

Confcooperative Basilicata, 

Legacoop Basilicata

Coop. Sociale L’Individuo

Coop. Soc. L’Abbraccio

Avviare discussione su regolamento comitati di quartiere per riportare le periferie al centro

Sindaco Bennardi rispetti l’impegno preso in campagna elettorale.

“E’ indispensabile creare un tavolo permanente, sotto la regia del Comune, in cui avviare un confronto con le comunità di quartiere. Il movimento civico Matera2029 intende rimarcare l’importanza di dare seguito agli impegni politici presi con la cittadinanza dall’attuale Sindaco Bennardi e dalla sua maggioranza. Sarebbe un grave errore non considerare la forte correlazione che esiste tra lo status dei borghi e dei quartieri e il tessuto economico-imprenditoriale della nostra città,  si depaupererebbe quasi il 70% del potenziale produttivo urbano e non possiamo permettercelo.

Il programma elettorale di Bennardi, mutuando se non quasi copiando quello della nostra lista civica, intendeva rendere i cittadini più partecipi possibili alla vita politica e al processo decisionale comunale, anche con la istituzione dei comitati di quartiere, di individuare i luoghi da restituire ai cittadini e alle periferie per attività di auto-imprenditorialità condivisa ma anche di aggregazione e crescita sociale per anziani e giovani. Tutto questo va nella direzione che auspicavamo e auspichiamo anche noi, a che punto siamo?

Nell’intervento di presentazione delle linee programmatiche il Sindaco Bennardi ha affermato che è un prerequisito fondamentale per la democrazia la formazione di una opinione pubblica vivace ed informata, capace di interrogare le istituzioni, motivo per cui la promozione della discussione partecipata, supportata da una buona informazione, sarà uno dei principi che l’attuale amministrazione intende perseguire sin da subito. Richiudere e riallacciare il legame tra centro e periferie, diminuire le diseguaglianze sociali e urbanistiche, ridare vita e produttività a quartieri, agli impianti presenti, alle infrastrutture, alle aree adibite all’attività sportiva, artistica, agricola, industriale, ai centri, ai parchi, a piazze, negozi, botteghe e tanto altro. 

Si passi allora dalle parole ai fatti, si approvi il regolamento dei comitati di quartiere atteso da anni. Si allarghi la partecipazione per consentire l’utilizzo dei beni comuni a una platea più ampia. Se veramente si vuole creare un rapporto di fiducia tra persone e istituzioni e dare voce ai cittadini e alle cittadine materane si diano segnali concreti. Si incominci a rendere fruibili alla cittadinanza gli immobili comunali ristrutturati e lasciati in stato di abbandono. Un esempio, tra gli altri, il “Casino Padula” luogo da restituire al quartiere di Agna, magari affidando la gestione a gruppi sociali organizzati, come le associazioni di volontariato o le cooperative sociali. 

E’ fondamentale, lo abbiamo detto anche noi in campagna elettorale esattamente come faceva Bennardi, tornare a rianimare la vita dei quartieri, riportare il centro in ogni periferia, Istituire centri di aggregazione, favorendo la rinascita della vita sociale, offrendo servizi e spazi all’uso comune sia per lo sport che per le iniziative sociali. Offrendo opportunità, ora più che mai che l’emergenza coronavirus incide proprio sul tessuto relazionale. Il vicinato parta dai quartieri, le periferie ritornino al centro della vita cittadina per chi vi abita e vive, magari appena sarà possibile dopo l’emergenza coronavirus, destinando ogni piazza a eventi artistici. 

Per raggiungere questi obiettivi condivisi, il Comune si impegni a portare immediatamente alla discussione pubblica un regolamento comunale per la costituzione e gestione dei comitati di quartiere. Noi del movimento civico Matera2029 abbiamo troppo a cuore questi temi, periferie e comitati di quartiere sono stati due punti fondamentali del nostro programma “Le periferie al centro e un centro in ogni periferia”. Pertanto, Sindaco Bennardi, in questa azione noi ci siamo e siamo pronti a confrontarci, a dialogare e a dare il nostro contributo di merito oltre che le nostre idee per la città, se vorrà ascoltarle.

Intendiamo collaborare, se l’obiettivo è quello di rianimare i luoghi oltre che un autentico spirito civico che sembra essersi perduto negli ultimi tempi. Una politica lungimirante, a nostro avviso, deve ascoltare le esigenze dei cittadini senza lasciare indietro nessuno a cominciare dai più piccoli, i bambini e le bambine, ma anche diversamente abili, giovani, anziani ecc. I quartieri sono esattamente il luogo da cui ripartire e far ripartire Matera. E’ questa la visione lungimirante che le chiediamo di avere.

Siamo convinti che ci sia, insieme a noi, una comunità pronta e disponibile a credere nella possibilità di costruire una Matera migliore, aperta e capace di accogliere ogni novità ma anche assolutamente chiusa, invece, verso ogni forma di cinismo politico, cosa che si verifica quando la politica non si preoccupa della cosa pubblica ma solo di interessi personali o di pochi.”

MATERA 2029: NO AL DEPOSITO DI SCORIE NUCLEARI A MATERA E IN BASILICATA SENZA SE E SENZA MA

Certi che il tema interessi tutti noi, si invita a sottoscrivere il documento al link: 

http://bit.ly/NOSCORIEINBASILICATAMT2029

Questo è un documento collettivo che Matera2029 intende sottoporre all’attenzione di tutte le istituzioni, enti, associazioni, fondazioni, circoli, scuole, aziende, cittadini e cittadine, chiedendo di aderire e sottoscrivere, senza indugi e in maniera unitaria, la posizione del no assoluto alle scorie nucleari. Diciamo NO a questo tentativo sconsiderato di mettere le mani sul nostro futuro e intendiamo coinvolgere la comunità per dare una risposta forte e decisa a difesa della nostra salute e della nostra terra. Auspicando che il consiglio provinciale previsto per oggi possa essere il primo, insieme alla amministrazione comunale di Matera, ad aderirvi. Si invita tutti alla sottoscrizione.

Il movimento civico Matera 2029 è totalmente contrario alla possibilità di realizzare in Basilicata, soprattutto nel territorio di Matera in gran parte patrimonio Unesco e sito archeologico, il deposito di scorie nucleari. Purtroppo ci troviamo tra i 67 potenziali siti individuati da Sogin e resi noti nei giorni scorsi per l’apertura della discussione pubblica prevista dalla legge. Il nostro è un no deciso e fermo a qualunque ipotesi di coinvolgimento della nostra città e nostra regione. Come Matera 2029, non intendiamo fermarci solo all’appello ma volgiamo provare ad essere più concreti e pragmatici possibile, con una azione che riteniamo possa coinvolgere la comunità cittadina, provinciale e regionale.

Come è possibile anche solo ipotizzare che 78 mila metri cubi di rifiuti nucleari di bassa e media attività e circa 17 mila metri cubi di rifiuti ad alta attività possano essere stoccati accanto a Matera, seconda città più antica al mondo, capitale europea della Cultura nel 2019, patrimonio mondiale UNESCO dal 1993 e simbolo mondiale di sostenibilità e resilienza? Si faccia altrove la discarica nazionale per lo smaltimento di rifiuti nucleari, ma non proprio a ridosso del Parco della Murgia, sito di straordinaria valenza geologica, ricco di testimonianze storiche con un substrato roccioso risalente al Pliocene e al Pleistocene su cui si sono sviluppati i Sassi di Matera. Non staremo zitti su una decisione  illogica e immotivata, la prospettiva di sviluppo del territorio materano è quella cominciata nel 2019 sotto gli occhi affascinati di un intero mondo che riconosce la bellezza unica di questi nostri luoghi.

La Basilicata è tra i territori col più alto tasso di mortalità per inquinamento ambientale, abbiamo, come cittadini lucani, già espresso un rifiuto secco oramai 18 anni fa, continuiamo a pagare il prezzo più alto in Italia in termini di contributi al fabbisogno energetico nazionale, abbiamo già presso l’ITREC di Rotondella lo stoccaggio di scorie nucleari (che ha contaminato le falde del sito. Estraiamo petrolio in Val D’Agri e nella Valle del Sauro affrontando anche negli ultimi anni sversamenti e smaltimento rifiuti altamente pericolosi), abbiamo da bonificare i siti industriali di Tito e della Val Basento ormai dismessi e abbandonati da decenni. 

Abbiamo, come territorio, da tempo scelto di proiettare il futuro su una diversa direttrice di sviluppo, legata alle nostre naturali vocazioni (ambiente, agroalimentare di qualità e turismo), in una prospettiva di sostenibilità legata al Green New Deal, sostenendo ricerca e innovazione, puntando su giovani ed imprese. Non si può tornare indietro.

Sottrarre al paesaggio rurale lucano centinaia di ettari, togliendoli all’agricoltura e al turismo, basti guardare  dove sono collocate le aree sulle mappe di Sogni, oltre all’enorme danno economico porterebbe solo un elevato rischio per la salute, un irreparabile danno d’immagine faticosamente conquistata negli anni, un altro motivo per lasciare la Basilicata per i giovani che già risentono delle minori opportunità di studio e lavoro e molto altro ancora, non banale per i consumatori ad esempio sarebbe non comprare più prodotti lucani perché provenienti dalla terra del petrolio e delle scorie.

Crediamo sia arrivato il momento della coesione e della unità delle forze politiche regionali, provinciali e comunali, al di là di ogni appartenenza. Si esprimano posizioni nette e forti a cui si aggiunge il disappunto di un’intera popolazione. Auspichiamo che anche il Comune di Matera, come da invito fatto nei giorni scorsi dal Consigliere Luca Braia di Italia Viva Basilicata, insieme a tutti i consigli comunali dei 131 comuni lucani, approvi un  ordine del giorno con il quale sindaci e amministratori, a nome di ognuna delle comunità e insieme a nome di tutta la regione, si facciano portavoce di un unico e corale posizionamento politico sul no assoluto, senza se e senza ma, al deposito scorie nucleari nazionale in questa terra come nella vicina Puglia.

Che sia un obiettivo comune anche a Matera, senza bandiere e senza colori, per cui lottare insieme in una battaglia comune, soprattutto in questo delicatissimo momento storico e politico.

Matera 2029 si fa, quindi, parte attiva tra i cittadini e le cittadine materane e lucane, ed è pronta a mettere in campo ogni tipo di azione necessarie. Se sarà inevitabile, qualora non si trovino soluzioni alternative, manifesteremo anche noi il nostro sdegno. Non esisterà prezzo, pressione o scambio politico che possa fare merce di scambio il territorio materano, murgiano, regionale. Pronti, anche noi, a replicare una nuova “Scanzano” come 17 anni fa.

Certi che il tema interessi tutti noi, si invita a sottoscrivere il documento al link: 

http://bit.ly/NOSCORIEINBASILICATAMT2029

PRIMI FIRMATARI:

Luca Braia, (già candidato a sindaco di Matera)

Annunziata Antezza

Antonio Esposito

Giovanna Fabrizio

Donato Braia

Francesco De noia

Angela Diomede 

Antonio Esposito

Dario Ambrosecchia 

Tiziana Festa

Michele Vizziello 

Giovanna Fabrizio

Lucia Losignore

Alessio Ragone 

Silvia Pedicini

Angela Diomede 

Donatella Colacicco 

Maria Bonamassa

Cristina Loperfido

Lucia Annese

Nunzia Motola

Giovanni Santantonio

Valerio Di Giacomo

Nunzia Motola

Angelo Venezia

Maria Antezza 

Giuseppe Perniola

Luca Gnurlandino

Vittoria Di Lena 

Nicola Cristallo

Liberare le periferie dal degrado, progettare il recupero funzionale, ridare dignità alla città ed avviare la formazione dei Comitati di quartiere.

Le periferie al centro della politiche della città di Matera, erano uno dei tre perni su cui poggiava, in campagna elettorale, il nostro programma politico della lista civica e oggi movimento di Matera 2029. Siamo stati i primi a coniare lo slogan e ad occuparci del tema, per altro, “copiato” dalle altre forze politiche, inserito in altri programmi con altre parole, raccontato nei comizi elettorali nostri e altrui. Così come la gestione della raccolta differenziata, l’ipotizzare  meccanismi incentivanti per i cittadini rispetto alla loro capacità di differenziare e la realizzazione di aree ecologiche a contrasto del degrado urbano, erano uno dei nostri punti programmatici e intendiamo monitorarne costantemente la realizzazione.

“Rammendare” le periferie, alleviare il disagio contemporaneo, attenzione l’incuria dei territori e, oggi, a due mesi dall’attivazione del servizio di raccolta differenziata, risolvere le evidenti criticità, segnalate anche ovunque sui social al Sindaco e alla Amministrazione Bennardi.

Tra le tante segnalazioni ricevute negli ultimi giorni e viste anche dalle denunce sui social, sulla complanare della strada statale 99 Matera-Altamura, a ridosso di Serra Paducci, una discarica a cielo aperto, più volte denunciata dai cittadini e dalle attività commerciali che abitano e risiedono in quella zona.

L’Amministrazione Comunale di Matera sta agendo prontamente per rimuovere in tempi rapidi questi cumuli di spazzatura? Si sta incrementando il personale per la raccolta? Le isole ecologiche da realizzarsi in città sono o no tra gli obiettivi della nuova Giunta comunale? Discariche e criticità nella raccolta differenziata dei rifiuti sono state segnalate anche in altre zone lontane dal centro urbano della città, tra cui: il colle Timmari, il viadotto in cui scorre il torrente gravina sulla strada statale 7 in prossimità dello svincolo per il cimitero di contrada Pantano, sulla pista ciclabile di via San Vito, sulla strada sterrata alle spalle del Mulino Alvino con accesso da via San Pardo, tra i ruderi delle grotte storiche nella parte finale di via San Vito presso l’incrocio con la strada statale 7 e sulla stessa statale lungo tutto il perimetro della rotonda. Speriamo siano state prese in carico e risolte, altrimenti auspichiamo che si provveda al più presto. Certo è che queste situazioni non possono e non devono accadere con questa frequenza, ne viene meno il decoro di Matera e non ce lo possiamo permettere.

L’argomento è articolato e complesso ed è necessario essere pienamente coscienti e consapevoli, come delle problematiche e delle esigenze di ogni cittadino da ascoltare girando costantemente fra borghi e rioni. Continua a rimanere l’urgenza fondamentale di intervenire al più presto nel tessuto urbano delle nostre periferie, spesso abbandonate e dimenticati da diventare in diversi casi, oramai, periferie sociali (per non dire “umane”).

A quanto proclamato in campagna elettorale, ci auguriamo corrisponda il buon amministrare, l’occuparsi immediatamente delle periferie delle città per colmare la discontinuità che intercorre fra centro e rioni/borghi/contrade, la città non può e non deve viaggiare a due velocità dal punto di vista sociale oppure dell’interesse per il decoro urbano e l’igiene, perché anche esse sono e fanno  la città.

Quanto più un territorio cittadino come quello esteso di Matera città riesce a contenere le disuguaglianze e ad assicurare in modo diffuso una buona qualità della vita alle persone che vi abitano, tanto più quel diventa competitivo anche per le imprese che vi operano.

In periferia, nei quartieri, deve prevalere l’orgoglio di viverci e ad essi va dato il governo attraverso i comitati di quartiere per sentirsi parte del tutto che compone la città dei Sassi. Sono fabbriche di desideri ricchissime di bellezza umana nascosta e non solo luoghi di passaggio,  transizione, ma anche teatro della trasformazione sociale e culturale dei territori. E qui che, a nostro avviso, si impara e pratica la convivenza, la tolleranza, la civiltà, lo scambio e la crescita. A partire dalla attenzione alla raccolta differenziata e al decoro urbano si creino occasioni di riscatto, idee da valorizzare, energie positive da incentivare, affinché le stesse possano risaltare. Magari, caro sindaco, iniziando proprio col liberare le periferie (e non solo) dal degrado e dal recupero della.strutture pubbliche sportive e non solo. Noi ci siamo e ci saremo perché amiamo la nostra comunità.

Movimento Civico Matera2029 

Scroll to top