Liberare le periferie dal degrado, progettare il recupero funzionale, ridare dignità alla città ed avviare la formazione dei Comitati di quartiere.

Le periferie al centro della politiche della città di Matera, erano uno dei tre perni su cui poggiava, in campagna elettorale, il nostro programma politico della lista civica e oggi movimento di Matera 2029. Siamo stati i primi a coniare lo slogan e ad occuparci del tema, per altro, “copiato” dalle altre forze politiche, inserito in altri programmi con altre parole, raccontato nei comizi elettorali nostri e altrui. Così come la gestione della raccolta differenziata, l’ipotizzare  meccanismi incentivanti per i cittadini rispetto alla loro capacità di differenziare e la realizzazione di aree ecologiche a contrasto del degrado urbano, erano uno dei nostri punti programmatici e intendiamo monitorarne costantemente la realizzazione.

“Rammendare” le periferie, alleviare il disagio contemporaneo, attenzione l’incuria dei territori e, oggi, a due mesi dall’attivazione del servizio di raccolta differenziata, risolvere le evidenti criticità, segnalate anche ovunque sui social al Sindaco e alla Amministrazione Bennardi.

Tra le tante segnalazioni ricevute negli ultimi giorni e viste anche dalle denunce sui social, sulla complanare della strada statale 99 Matera-Altamura, a ridosso di Serra Paducci, una discarica a cielo aperto, più volte denunciata dai cittadini e dalle attività commerciali che abitano e risiedono in quella zona.

L’Amministrazione Comunale di Matera sta agendo prontamente per rimuovere in tempi rapidi questi cumuli di spazzatura? Si sta incrementando il personale per la raccolta? Le isole ecologiche da realizzarsi in città sono o no tra gli obiettivi della nuova Giunta comunale? Discariche e criticità nella raccolta differenziata dei rifiuti sono state segnalate anche in altre zone lontane dal centro urbano della città, tra cui: il colle Timmari, il viadotto in cui scorre il torrente gravina sulla strada statale 7 in prossimità dello svincolo per il cimitero di contrada Pantano, sulla pista ciclabile di via San Vito, sulla strada sterrata alle spalle del Mulino Alvino con accesso da via San Pardo, tra i ruderi delle grotte storiche nella parte finale di via San Vito presso l’incrocio con la strada statale 7 e sulla stessa statale lungo tutto il perimetro della rotonda. Speriamo siano state prese in carico e risolte, altrimenti auspichiamo che si provveda al più presto. Certo è che queste situazioni non possono e non devono accadere con questa frequenza, ne viene meno il decoro di Matera e non ce lo possiamo permettere.

L’argomento è articolato e complesso ed è necessario essere pienamente coscienti e consapevoli, come delle problematiche e delle esigenze di ogni cittadino da ascoltare girando costantemente fra borghi e rioni. Continua a rimanere l’urgenza fondamentale di intervenire al più presto nel tessuto urbano delle nostre periferie, spesso abbandonate e dimenticati da diventare in diversi casi, oramai, periferie sociali (per non dire “umane”).

A quanto proclamato in campagna elettorale, ci auguriamo corrisponda il buon amministrare, l’occuparsi immediatamente delle periferie delle città per colmare la discontinuità che intercorre fra centro e rioni/borghi/contrade, la città non può e non deve viaggiare a due velocità dal punto di vista sociale oppure dell’interesse per il decoro urbano e l’igiene, perché anche esse sono e fanno  la città.

Quanto più un territorio cittadino come quello esteso di Matera città riesce a contenere le disuguaglianze e ad assicurare in modo diffuso una buona qualità della vita alle persone che vi abitano, tanto più quel diventa competitivo anche per le imprese che vi operano.

In periferia, nei quartieri, deve prevalere l’orgoglio di viverci e ad essi va dato il governo attraverso i comitati di quartiere per sentirsi parte del tutto che compone la città dei Sassi. Sono fabbriche di desideri ricchissime di bellezza umana nascosta e non solo luoghi di passaggio,  transizione, ma anche teatro della trasformazione sociale e culturale dei territori. E qui che, a nostro avviso, si impara e pratica la convivenza, la tolleranza, la civiltà, lo scambio e la crescita. A partire dalla attenzione alla raccolta differenziata e al decoro urbano si creino occasioni di riscatto, idee da valorizzare, energie positive da incentivare, affinché le stesse possano risaltare. Magari, caro sindaco, iniziando proprio col liberare le periferie (e non solo) dal degrado e dal recupero della.strutture pubbliche sportive e non solo. Noi ci siamo e ci saremo perché amiamo la nostra comunità.

Movimento Civico Matera2029 

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